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Bio

Mi chiamo Righini Massimiliano, sono nato a Lodi il 30 giugno del 1975. Tatuatore professionista appassionato di viaggi, di filosofia indiana, praticante di arti marziali e meditazione. Ho scoperto l'arte del tattoo nel 1989.

Avevo circa 14 anni e nella piazzetta del mio paesino, dove ai tempi bazzicavo, un amico poco più grande di me mostrava a tutto il gruppo il suo nuovo tattoo: un pugnale avvolto da una rosa old-style. Non credevo ai miei occhi: l'idea che si potessero fare simili disegni su pelle mi affascinava incredibilmente. Dopo un anno di suppliche ai miei genitori riuscii a farmi fare il mio primo tattoo. Anch'io mi feci un old-style e ai tempi ne andavo veramente fiero. Anche se ora capisco che avrei potuto fare una scelta migliore sia per il soggetto che per il tatuatore, è un errore che commettono molti giovani entrando in un studio qualunque.

Quando una persona viene nel mio studio per un tatuaggio, cerco sempre di indagare qualche minuto per capire "il livello di convinzione". Chiedo perchè vuole tatuarsi, il perchè della scelta di un soggetto per capire se è consapevole oppure se e stato plagiato da qualche amico, ragionando sull'errore che potrebbe commettere, oppure, nel caso ce ne sia bisogno, cerco una soluzione migliore per il cliente riguardo il soggetto, la posizione o la grandezza del tatuaggio.

Ho cominciato a 16 anni a tatuare i miei amici che ancora oggi ringrazio per non avermi picchiato. Ho continuato poi con un orrenda macchinetta artigianale ma la strada era ancora lunga. Poi dopo il militare ho conosciuto un tatuatore di Milano, Boris. Con lui ho collaborato per circa un anno e mezzo, imparando bene le basi, la meccanica delle macchinette e come gestire uno studio, insomma ero quasi pronto, e a dir la verità anche un po' sclerato, lavoravo anche come operaio in una ditta di idropulitrici da 9 anni.

Era arrivato il momento di decidere della mia vita. Mi sono licenziato e sono partito per un breve periodo. Sono andato in Australia a trovare mio zio Lighten Bridge (ponte illuminato). Lì il tatuaggio era molto apprezzato per lo più da minatori, ex-galeotti ed ex-marinai. In quel paesino c'erano abitanti originari di almeno 53 nazionalità diverse quasi tutti tatuati, uno spettacolo per i miei occhi, ho avuto molte ispirazioni lì.

Pochi mesi dopo sono partito per l'India e vi sono rimasto 4 mesi. Mi sono avvicinato alla scienza e alla filosofia indiana, ho riscoperto l'essenza della vita. Una volta tornato a casa ero cambiato e, convinto più che mai, in pochissimo tempo ho aperto uno studio tutto mio dedicando il nome a SHIVA, una delle Divinità indiane che mi ha protetto in questa avventura e che mi protegge ancora, visto che lo studio va da "DIO".

Ho sempre prediletto il black and grey e ancora tutt'oggi lo adoro ma, ultimamente mi diverto un sacco anche con il traditional, japane new school, inizio a odiare veramente i tattoo di moda e i clienti che mi chiedono il tatuaggio di "tizio o caio". Mi piace pensare di fare cose uniche e il più personali possibili. L'idea di mandar fuori dal mio studio un dentista con un bracciale di molari o un imbianchino con un pennello o un secchiello di pittura mi diletta moltissimo. Non sopporto piu i gechini e compagnia bella quindi, a tutti i clienti che vogliono farsi tatuare da me: ATTENZIONE!!!